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La Storia della Parrocchia e del Paese
Bronzola, come località, è nominata molto anticamente. Si leggono nell'Annuario diocesano di Padova del 1972 queste parole: «Se nella bolla di conferma delle proprietà del monastero padovano di S. Giustina da parte del papa Gregorio IV (20 giugno 828) il toponimo "Bronzola" forse è interpolato come anche quello degli altri villaggi in essa nominati, è certa la sua presenza nelle conferme posteriori di quei beni da parte dei papi Callisto II (15 marzo 1123), Eugenio III (17giugno 1145) e Alessandro III (8 febbraio 1164)».
Nel documento dell'828 si dice: «ecclesiam... in honore sancii Michaelis in villa que vocatur Brunzolla (m) edifficata». Negli altri documenti sopra riportati si afferma: «ecclesiam... S. Michaelis de Brunzola», sia nel 1123 come nel 1145. Nelle Decime Vaticane del 1297, chiesa soggetta con quella di Fiumicello al Monastero di S. Giustina di Padova, è detta: «Ecclesia S. Petri de Brunzola (subiecta dicto monasterio)» il cui rettore è un certo Presbiter Simeon, che è scusato dal versare la decima.
Vi è inoltre un'altra osservazione da fare circa la posizione topografica di Bronzola, lungo il fiume Tergola. Questo antico e storico fiume nasce verso Cittadella. Lungo il suo percorso si vedono numerose chiese di cui solo alcune hanno rapporto con le principali strade del «Graticolato Romano». Sono sorte infatti le chiese di: Villa del Conte, da un lato del fiume, e S. Giustina in Colle dall'altro (l'antica chiesa di S. Giustina si trovava a «Cao del Mondo»). Più a meridione si trovano le chiese di S. Giorgio delle Pertiche da un lato e Bronzola dall'altro; poi: S. Maria di Panigale e Sant'Andrea; Codivemo SS.ma Trinità e Pionca; infine Peraga e un poco più spostata. Vigonza. Di tutte queste chiese, quelle che si trovano su assi importanti sono S. Giorgio delle Pertiche, sul Desmàn, e S. Andrea di Codiverno sulla Caltana. Le altre, può darsi, che siano sorte in ragione di una navigabilità del fiume Tergola, cioè dove si faceva scalo.
Bronzola quindi può avere avuto origini molto antiche, certamente dopo i Longobardi, che dedicavano i passi difficili dei fiumi al santo arcangelo Michele perché li difendesse. Può partire dal secolo Vili, come titolo, l'origine di questa chiesa. Sarà stata anch'essa di forme e struttura come quella rimasta ancora in parte intatta di S. Maria di Panigale, poco lontana da Bronzola.
Bronzola era una rettoria come le altre del vicinato nel 1297, anche se dipendente dal monastero di S. Giustina di Padova. Avrà fatto parte della giurisdizione della pieve, prima di S. Andrea di Codiverno, e poi di quella di S. Giorgio delle Pertiche. Il 26 luglio 1453 il beneficio della chiesa di Bronzola fu unito da papa Nicolò V a quella di Fiumicello, e al parroco di quest'ultima venne affidata la cura di quei fedeli, il quale eleggeva il rettore (curato) di Bronzola. Toccò pertanto a Bronzola la stessa sorte che ebbe la chiesa di S. Maria di Panigale, come ci fa sapere la Visita vescovile del 1454, quando riferisce che questa chiesa venne unita a quella di Campodarsego. Bronzola fu un po' più fortunata, avendo avuto un rettore a sua disposizione. Per questo non fu totalmente assorbita da Fiumicello come invece toccò a Panigale con Campodarsego.
Leggo però nel «Cronistorie» della parrocchia, che dal 1455, da quando Bronzola fu unita a Fiumicello, ,ci furono dissapori tra il curato di Bronzola e il parroco di Fiumicello, e questo fino al 15 ottobre 1919, quando venne redatto il decreto di autonomia, confermato con R. Decreto, dato a S. Anna di Valdiere il 29 agosto 1920, firmato da S. M. Vittorio Emanuele III, Rè d'Italia. Il 15 dicembre 1927, con decreto vescovile, Mons. Elia Dalla Costa elevava a parrocchia la curazia autonoma di Bronzola. Come parrocchia, però, Bronzola non poteva ottenere il riconoscimento civile perché non possedeva il sufficiente di beneficio e congrua. Fu rimediato anche a questo e il 19 aprile 1942 Vittorio Emanuele III ne decretò il riconoscimento.
Bronzola, toponimo ritenuto una correzione di Brondulum e anche di «Benzolo», nel 1299 è citata nei codici carraresi come «Vitla bronzalo»', mentre in quello del 1276 è scritto Brunzola. Pare derivi dal nome di persona germanica, Berinza.
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